A seguito degli ultimi due anni 2020/21, il Mondo intero è stato destabilizzato da un virus molto aggressivo. Tutte le notizie sulla sua natura e sulla sua propagazione sono tutt’oggi nei notiziari quotidiani, ma in realtà, cosa è cambiato nelle abitudini private e lavorative?
Abbiamo iniziato a lavorare da casa, per tutti i lavori d'ufficio, ed abbiamo iniziato a capire come la vera comodità sia nel non doversi muovere con mezzi pubblici o privati per andare e tornare dal lavoro, rendendo molto di più, avendo più tempo sia per il lavoro che per l'organizzazione privata, avendo costi molto più bassi ed imparando a riorganizzare le giornate in modo molto più redditizio. L'inquinamento creato dagli spostamenti si è quasi del tutto abbattuto, soprattutto durante i lock-down, e le aziende hanno ricominciato a lavorare in modo sempre più sostenibile.
L'introduzione di robot, infatti, ha ulteriormente confermato la fondamentale necessità di utilizzo degli stessi nella realtà industriale. Il robot lavora sempre, con il covid e senza. Non chiede vaccini o tamponi: è sempre operativo e permette alle attività di superare momenti di crisi o di poco lavoro. I robot danno stabilità produttiva alle aziende.
L'industria manifatturiera ha richiesto così tanti robot, soprattutto negli ultimi sei mesi, che le case di produzione robotiche hanno consegne, per alcuni modelli, quasi superiori a 1 anno lavorativo.
Questo è il processo evolutivo tante volte immaginato e scritto nelle riviste tecnologiche e scientifiche: la robotizzazione è sempre vincente, solleva i collaboratori da mansioni pericolose o pesanti, crea un ambiente sano e meno nevrotico, soprattutto nei tempi ciclo o linee.
La pandemia ha insegnato tante cose. Tra quelle positive, anche se poche e con un prezzo altissimo, sono state: la rivalutazione della manodopera e la rivalutazione ed i costi dei tempi morti, quali gli spostamenti e gli inquinanti.
L’Italia è una nazione che si basa sul lavoro: gli italiani sono costruttivi, intuitivi e sempre aperti di mente e di perspicacia. La robotica in Italia è sempre più richiesta ed è garante di sviluppo e di crescita. L’Italia è al secondo posto dopo la Germania per gli investimenti in automazione.
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